Considero miei "maestri", anche se in modo indiretto, Le Courbusier, Carlo Scarpa, quindi immancabilmente Frank L. Wright, e Alvar Aalto.
Di Le Courbusier, amore degli anni passati all'università, ho fatto mio il concepire l'architettura come elemento fondamentale della vita sociale, di Carlo Scarpa l'ossessione per il dettaglio e il senso dello spazio.
Ma colui che considero grande elemento di riferimento è Alvar Aalto, il cui lavoro è sintesi di eleganza e funzionalità, decorazione e funzione e non scissi dalla vita e dalla cultura dei luoghi.
Perseguo questo obiettivo cercando la qualità ogni giorno ed in ogni lavoro che mi si presenta. Sento l'ossessione della ricerca come base fondante del mio lavoro: ricerca della soluzione tecnologica e formale, sempre nuova, fortemente legata al contesto naturale, umano e storico. E' qui che la tecnologia diventa l'essenza del progettare, la condizione fondamentale per governare il progetto.
Penso l'architettura come al connubio inscindibile tra pensiero e materia, la forma d'arte con la quarta dimensione: l'uomo e il suo viverci dentro. |